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Utente: nobodys
Nome: diego bonetto
cresciuto in provincia di torino tra mucche da latte e oche grasse per natale, ho lasciato il provincialismo rurale per sogni globali tante volte, l'ultima non tornai. vvivo in sydney al momento, ho due bellissime bimbe e una carriera da artista tra le mani. interessi? cultural appreciation, piemontese per viaggiatori e troublemaking a iola.

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martedì, 30 giugno 2009

'd arsetari



La salada ëd girassoj o s-ciapadoje

Vers la fin dl'invern, passà  ij dì dla merla, quand che ij prà a ërpòso ëncora o a ëncamin-o pen-a a dësvijesse, as peulo cheuje ij girassoj pi' tënre, ch'a son d'ën color baross për el gël e a l'han ëncora nen pijà ël gust amer carateristich dle sicorie servaje.
Fene 'n bel muggèt, ch'a-i na sia për tuti. Polidè le piantin-e tajand via la rèis e le feuje sëcche d'antorn, laveje ën tre o quatr eve e scoleje bin, poj tajeje a l'ingros, buteje'nt ën grilèt e gionteje doi euv dur tajà a tochèt.

Polidé n'ancioa sota sal, gaveje l'arësca, e travajandla 'nt ën tond con na fërciolina e la lama d'ën cotel ëd piat fene na potija.

Plè na fiësca d'aj e tajela a fëttine fin-e fin-e 'ns na ciapulòria, buteje ënsima 'n bel pëssion ëd sal fin-a e con la lama d'ën cotel travajela fin-a a fene na papëtta. Butela 'nt ël tond ënsema a l'ancioa, gionté euli, asì e pòca sal, smasiné bin e versé tut ën sij girassoj, toiré e serve 'n tàola.




L'insalata di Tarassaco

Verso la fine dell'inverno, passati I giorni della merla, quando I prati riposano ancora o cominciano appena a risvegliarsi, si pou' raccogliere il tarassaco piu' tenero, che e' di un colore rossastro per il gelo e non ha ancora preso il sapore amaro caratteristico delle cicorie selvatiche.
Fatene un bel mucchietto, che ce ne sia per tutti, Pulite le piantine tagliando via la radice e le foglie secche d'intorno, grossolanamente, mettete in un'insalatiera e aggiungete due uova sode agliate a pezzetti.

Pulite un'acciuga sotto sale, diliscatela, e, lavorandola in un piatto con una forchetta e la lama di un coltello riducetela in poltiglia. Pelate uno spicchio d'aglio e tagliatelo a fettine su un tagliere, metteteci su un bel pizzico di sale fino e con la lama di un coltello lavoratelo fino a farne una cremina. Mettetela nel piatto con l'acciuga, aggiungete olio, aceto e poco sale, amalgamate bene, versate tutto sul tarassaco, mescolate e servite in tavola.


da:
Lë spaciafojòt

arsetari piemonteis amatorial
ricettario piemontese amatoriale

Guido Vergnano
Edicher

postato da: nobodys alle ore 14:26 | link | commenti
categorie: arte, ricette, culture, piemonte, multiculturalismo, erbacce, erbe medicinali
domenica, 28 giugno 2009

Giocando con il futuro

Facendo ricerca in internet su Serious Games per l'ultimo progetto di intervento mediale che stai portando avanti, hai trovato questo gioco per il computer prodotto dalla BBC in Gran Bretagna.
Ti e' piaciuto e hai deciso di condividerlo.

In inglese, scusate lettori, ma se ci riuscite a capacitarvi ne vale la pena di perderci un 10 minuti..



postato da: nobodys alle ore 15:46 | link | commenti
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sabato, 09 maggio 2009

le patate moia'



Ha piovuto troppo, per troppo a lungo.
Le patate seminate un mese fa' non ce l'hanno fatta. troppo tardi per riseminarle.

postato da: nobodys alle ore 09:04 | link | commenti (2)
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lunedì, 27 aprile 2009

Sui progetti affini



Stai lavorando con Andrea Caretto e Raffaella Spagna e nelle ultime seetimane hai avuto il modo di scoprire il loro lavoro nell'intimita' del loro studio.
A Torino hanno contribuito ad una collettiva celebrativa dei dieci anni della galleria e/static, Music for a long time.

Un'intervento sul terrazzo dove due zolle sono state importate dal prato dei genitori di Andrea, a Revigliasco.
Due zolle testimoni di una natura presente ovunque, popolata da speci ben note nelle piane piemontesi: (in piemontese) trafoi, brusaoi, lavasoi, piote 'd galina e mentasa.

Nella foto qua' sopra si vede Raffaella che documenta l'intervente sul terrazzo torinese.
Nella foto qua' sotto si vede Andrea e ai suoi piedi l'altra parte del progetto, due contenitori rimpiti di terreno sterile, che aspetta di essere colonizzato dalle speci a che si propagano con il vento.
Due parti di un'ecologia presente e viva.



L'intervento e' simile ad un progetto tuo del 2007/08, WeedExperiment, dove avevi fra l'altro presentato un contenitore colmo di terreno sterile che era stato lasciato nel tuo giardinoper tre mesi, aspettando le colonizzanti di presentare un finestra sulla natura attiva e spontanea della tua realta' biologica.
Vedi qui'


martedì, 07 aprile 2009

a nde' coj i girasoi



Sei andato a raccogliere i girasoi, Taraxacum officinalis, per un'insalata da portare ad una grigliata fra amici.
Pulendo le piantine tua madre ti raccontava di questa signora con 'na branca 'd fii (con un numero di figli) che andava a raccogliere i tarassachi (che molti chiamano ciccoria anche) 'tutti i giorni', 'desta' ed' 'dinvarn (d'estate e d'inverno), aila' cersue 'd girasoi ste' masna' (le ha cresciuti a tarassachi questi bimbi).

I tarassachi si raccogliono nei prati ovunque, cercando di stare alla larga da prati trattati con concimi chimici. Per oppurare questo o si conoscono i prati, e quindi si ha idea di come il contadino nutre il terreno, oppure, infalllibile, si ceracano tracce di letame, che indicherebbe una concimazione naturale.

Si possono raccogliere le piantine nuove (che nascono tutto l'anno, piu' piccole sono, piu' sono tenere e meno sono amare) prima della fioritura per insalate, o si raccolgono le piante piu' avanzate, che si fanno bollire e poi si usano come spinaci. Una volta cotte possono poi essere conservate in surgelatore per altra stagione.
Si usano moltissimo nelle minestre e come ingrediente principale di frittate.
 I fiori non sbocciati e le estremita' che portano i pappi (i semi volanti) possono essere conservati in salamoia o sotto aceto per usarli come capperi.

Parte molto buona e poca usata e' la radice che lessata e condita con olio d'oliva offre un piatto delizioso e nutriente.

Si avverte di lavare a risciacquare le piante raccolte parecchie volte. L'acqua usata e' poi un buonissimo concime per il giardino e i vasi sul balcone.

postato da: nobodys alle ore 21:34 | link | commenti
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giovedì, 02 aprile 2009

su birra artigianale e discorsi di slowfood



Hai avuto la fortuna di attendere ad una presentazione/assaggio di birre artigianali prodotte nel piemonte/Lombardia e nord-est Italia.
L'evento, ospitato dal birrificio Grado Plato di Chieri, Torino, consisteva in una gioiosa (e progressivamente sempre piu' ebbra) presentazione di una serie di birre "strane" (in tema con il pesce d'aprile) prodotte artigianalmente da una serie di birrifici e presentata in molti casi dai produttori stessi.
L'oste della serata era Lorenzo Dabove, in arte Kuaska, unanimemente considerato il massimo esperto italiano di birra belga, noto in campo internazionale per il suo impegno nel promuovere il lambic tradizionale e la birra artigianale del nostro paese (dal suo sito internet).

Kuaska, se stesso grande amasciatore della birra artigianale italiana nel mondo, e' riuscito a dare un chiaro riassunto della posizione di tali prodotti a livello mondiale.
Fra l'altro interessante la parte artistica di questo personaggio, decisamente da indagare.

Le birre presenti erano una serie di esperimenti piu' o meno riusciti, che introducevano al diletto di vari piccoli imprenditori che oltre a produrre birre 'classiche' (malto d'orzo+acqua+luppolo) sperimentavano con altri ingredienti, come la birra ai fagioli borlotti, o la birra al sale, o la birra alla canapa, o labirra alle carrube e cacao.

Nel viaggio di ritorno si parlava poi con un'amico, ristoratore da sempre, del fenomeno Slowfood, originatosi a Bra', circa 50 km da qua'.

Ma forse parlero' un'altra volta di questo, e dei links con l'agriturismo sponsorizzato da un'Italia europea in cerca di una politica economica che la tenesse a galla.

postato da: nobodys alle ore 12:30 | link | commenti
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mercoledì, 01 aprile 2009

la pioggia di primavera



La pioggia e' arrivata con la luna nuova, e qua' dicono che per questo durera' 10 giorni.. gia' sono cinque.
Continui il tuo lavoro come assistente con Caretto/Spagna, al Munlab, l'Eco museo dell'Argilla di Cambiano, dove hanno lo studio, costruendo un gabbione con vari cassetti, cassettoni e altre parti estraibili. Publicherai delle foto fra poco.
Nel frattempo ti diletti a seguire un gregge in trasumanza narrato in un blog fantastico, dove noi lettori diventiamo parte di un tragitto su' per i monti locali.

postato da: nobodys alle ore 11:23 | link | commenti (1)
categorie: arte, culture, piemonte, bloggers, caretto/spagna
venerdì, 27 marzo 2009

Piantando patate e seminando malerbe virtuali



Il Signor Google ha chiuso il tuo blog in inglese, accusandolo di disseminare 'malicious software'.
Probabilmente legato al tempo quando lasciavi passare i commenti spam sotto l'ottica cha anche i commenti non sollecitati possono essere paragonati a erbacce virtuali, adesso bisognera' estirparli!

Che ridere, gia' 5 mesi fa' avevi dovuto chiudere la parte Database del progetto Weedyconnection per motivi di copyright (al tempo, sotto minaccia di procedimenti legali, hai poi ricostruito tutto quanto con materiale Creative Commons) e adesso devi ricostruire tutto il blog e andare a filtrare tutte la mille e qualcosa pagine in 9 lingue per trovare il pezzo di codice maleficente.

Nel frattempo sei arrivato in Torino per la prima fase del tuo programma di studi, lavorando con il duo di artisti di Cambiano, Caretto/Spagna, che stanno preparando un lavoro da presentare al Palazzo Strozzi a Firenze.
Per l'occasione andro' anche ad aiutare per l'installazione finale nello spazio espositivo che presentera' una collettiva molto interessante, Green Platform.

Nel frattempo, poi ancora, e' primavera, tempo di seminare le patate, che qua' dicono che dal 24 marzo in poi va' bene. Interessante questa sapienza popolare, come riesca a portare avanti regole precise con date e tempi pre-definiti.
Ma come fanno a decidere queste cose?

uhmm
boh, c'e' da perdersi in linguaggio HTML adesso, anzi prima c'e' da andare a Cambiano.

postato da: nobodys alle ore 08:01 | link | commenti
categorie: arte, piemonte, erbacce, weedyconnectioncom/blog
martedì, 24 marzo 2009

sui kiwi che piangono e l'ultima luna d'inverno



E' arrivato il phoen, il vento caldo che porta le malattie, dicono qua'..
di sicuro porta la tosse.

Sei arrivato anche tu con la primavera, in una campagna torinese che solo adesso si risveglia da un inverno lungo ed estremamente freddo.
Sei andato a trovare gli amici per vedere vasi di piante grasse bruciate dal gelo, moltissime morte.
E un Kiwi che piange, come le viti potate d'inverno che sgocciolano la linfa senza sosta per giorni. Maria, commossa, testimonia per un kiwi maschio che piange da una settimana.

L' ultima luna d'inverno sta' finendo. Giovedi' alle cinque arriva la luna di primavera. E il phoen soffia.

Lavorerai' con Spagna e Caretto per i prossimi due mesi, come prima tappa di un programma sovvenzionato da una borsa di studi del governo Australiano.

C'e' da andare a raccoglere i girasoi che adesso sono belli proprio.

E i commenti dell'italiano medio su quello che sta' succedendo con la crisi finanziaria globale sembrano portare ad una riscoperta dell 'autosufficienza.

postato da: nobodys alle ore 07:49 | link | commenti
categorie: arte, culture, lingua
martedì, 10 marzo 2009

inpacchettando la tua esistenza in 9 metri cubici

il mucchio

Parti il 20, arrivi con la primavera.
Hai speso le ultime settimane organizzando la tua vita in mucchi: le cose da mettere in storage, le cose da dare via, le cose da tenere in un posto accessibile, e le cose da buttare.
Sei riuscito a ridurre le tue possessioni a 9 metri cubici (3x1x3m)..

Arrivo il ventuno a Torino, per un programma di studi che ti portera' anche a Roma e in Inghilterra.

Piano piano il tuo italiano migliorera' anche.
Vivere in due lingue a volte is confusing.

postato da: nobodys alle ore 22:24 | link | commenti
categorie: arte, culture, piemonte, lingua, multiculturalismo